A TAVOLA VINCE IL ROSSO…

Più un cibo ha un colore che tende al rosso e più i nostri sensi lo ritengono nutriente. Se tende al verde siamo portati a pensare che sia poco calorico.

Proprio così, per valutare l’apporto calorico dei cibi, il senso della vista utilizza un codice colore che funziona come un semaforo al contrario: alla vista del rosso il nostro cervello dà il via libera all’abbuffata, frenandoci alla vista del verde.

A dimostralo uno studio condotto dai ricercatori della Scuola Superiore di Studi Avanzati di Trieste (SISSA), pubblicato sulla rivista Scientific Reports. Risultati che sono in linea con le teorie secondo cui la nostra vista si sarebbe evoluta per identificare facilmente bacche, frutta e verdura iper nutrienti nel mezzo del fogliame della giungla.

Il ruolo giocato dai colori nell’orientarci sulle scelte alimentari si spiega con il fatto che, a differenza di animali come il cane dipendente principalmente dal senso dell’olfatto, noi umani siamo esseri “visivi”. Grazie a un sistema che nella retina – l’organo fotosensibile dell’occhio – dispone di tre classi di fotorecettori sintonizzate preferenzialmente su tre diverse bande dello spettro visivo, che ci rende in grado di vedere un gran numero di colori.  

In particolare siamo molto efficienti nel distinguere il rosso dal verde. Gli esperimenti condotti dai ricercatori SISSA, mostrano comunque che la preferenza del rosso sul verde non entra in funzione per oggetti non commestibili. Questo significa che il codice colore del sistema visivo si attiva, correttamente, solo con gli stimoli alimentari.

Se vuoi saperne di più, ecco lo studio completo: https://www.nature.com/articles/srep37034

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