CURCUMA e ZENZERO SEMPRE più ABUSATI: pochi conoscono i rischi

C’è chi abbonda di liquirizia, chi di zenzero e chi ancora di curcuma. Chi di prezzemolo, cardamomo e peperoncino. Dimenticando che non c’è alimento o spezia che non presenti anche qualche controindicazione. Non a caso il Ministero della Salute ha lanciato un alert su alcuni integratori a base di curcuma per il rischio di provocare una forma particolare di epatite.

Finora infatti i casi di epatite colestatica acuta registrati sono 22, attribuibili alla curcumina, il principio attivo della curcuma. Spezia oggetto di numerosi studi che hanno da un lato confermato alcune sue proprietà: anti-infiammatorie, digestive, ed epatoprotettrici. Ma controindicata in gastritici o in chi ha problemi di litiasi biliare o soffre di malattie ostruttive delle vie biliari. Può, in alcuni casi, causare ulcere all’intestino. Gli effetti collaterali invece sono nausea, diarrea, eruzioni cutanee e combinata con farmaci anticoagulanti, può essere pericolosa in quanto rende il sangue fluido. Quindi occorre fare attenzione ad usarla sopratutto post intervento chirurgico o infortuni.

Una review su 120 studi, datata 2017, ha evidenziato che la curcumina non ha dimostrato successi evidenti in nessuna delle sperimentazioni cliniche condotte, così come nessun effetto collaterale saliente. Ma va evitato in gravidanza.

Anche lo zenzero non passa immune all’esame. Se è utile per la digestione e per depurare l’organismo, va evitato in casi specifici: in caso di colon irritabile e di ulcere e gastriti. Se si assumono farmaci, occorre fare bene attenzione alle possibili interazioni. Quando si allatta o si è in gravidanza è meglio evitare lo zenzero, così per chi soffre di diabete perchè la radice ha il potere di far scendere lo zucchero nel sangue, mentre nei cardiopatici gli antiossidanti abbassano la pressione del sangue, diventando pericolosi per chi fa uso di antipertensivi.

Insomma, le mode fanno gola a molti, ma prima di far indigestione è bene conoscere i rischi di ciò che si inghiotte. E affidarsi a professionisti competenti, per saperne di più.

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