Dal mio ANGOLO di UFFICIO

Ai cronisti e agli scrittori improvvisati si insegna a rivelare poco o nulla di se stessi nei loro scritti. Scrigno di segreti, la loro penna, trattiene a stento scheletri che comunque vada, sapranno farsi avanti in qualche modo.

E noi, sciagurati con le dita macchiate di inchiostro, scrittori fin nelle ossa, artigiani della parola, ai lettori regaliamo molto, tutto. Di noi. L’attenzione del mondo è il nostro mostro non rivelato.

Da questo angolo del mio ufficio, dispiego parte del mio tempo. Dimostrandomi ignorante, informata, stupida o brillante, onesta o bugiarda, fredda o giocosa a seconda della vita che devo raccontare. O liberare.

Scrivere, d’altro canto, è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto.

 

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