LEPRE o TARTARUGA? CHE LETTORE SEI?

Qualcuno per capire di cosa tratta uno scritto, non deve far altro che dare un rapido sguardo alle parole.  Altri invece sono costretti a passare al vaglio ogni singola parola.

I primi sono i lettori esperti, il cui cervello ha imparato a leggere le parole note, come fossero immagini, distinguendo all’istante (senza una dettagliata analisi delle lettere), i termini che suonano allo stesso modo, ma diversi ortograficamente.

I secondi sono i lettori in erba, il cui cervello deve scandire le parole che legge, una ad una, rendendo il processo di lettura molto più lento e indaginoso.

CERVELLO E NEUROSCIENZE

“Il cervello dei super lettori non ha bisogno di scandire internamente le parole ogni volta che legge; secondo uno studio pubblicato su Neuroimage, chi è più abituato alla lettura riconosce velocemente i vocaboli perché li categorizza in uno specifico dizionario visivo, che funziona separatamente dal sistema di riconoscimento vocale dei termini”.

Una teoria che contraddice la comune convinzione che per comprendere una parola, occorra farla risuonare internamente a ogni lettura.

«I lettori novelli devono invece scandire le parole quando leggono – spiega Laurie Glezer del Georgetown University Medical Center, tra gli autori dello studio. «Anche i lettori esperti devono farlo occasionalmente, davanti a parole che non conoscono. Ma quando si diventa fluenti, non occorre più far risuonare nella mente i termini familiari: li si può leggere istantaneamente».

Questo studio dimostra che il cervello ha regioni specializzate in ciascuna di queste due componenti di lettura. L’area che processa l’informazione visiva è diversa da quella che si occupa dell’acustica.

E tu, che lettore sei?

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