NESSUNO RISPONDE più al TELEFONO… Nemmeno IO

Suona. Con insistenza. Sono rimasta affezionata all’inconfondibile suoneria del telefono a fili. Quasi introvabile, ormai (sia il telefono sia il tipo di suoneria)!

Quando squillava, decenni fa, c’era un solo imperativo per tutti, adulti e bambini: rispondere. Se il chiamante avesse riagganciato prima che avessimo raggiunto la cornetta, avremmo avuto ben poco da fare. Non esisteva l’elenco delle chiamate perse e non esisteva nemmeno la funzione per richiamare l’ultima persona che aveva telefonato. L’unica cosa da fare era attendere che chi ci aveva cercato, richiamasse una seconda volta.

Non rispondere era considerato un gesto maleducato, alla stessa stregua di ignorare qualcuno che suona alla porta. Per questo rispondere era una consuetudine universale e a cui si cedeva facilmente: il numero di chiamate giornaliero era esiguo e si usava il telefono solo quando non se ne poteva fare a meno.

COMPORTAMENTI CHE NON USANO PIU’

Oggi se ne abusa, e non solo del telefono. I metodi per comunicare sono una infinità. E non rispondere è diventata la consuetudine: un po’ per evitare gli spam, le telefonate dai call center che tentano, con una costante imbarazzante, di venderti qualunque servizio disponibile. E fare l’errore di rispondere può costare caro. Se non si vuol stroncare malamente l’addetto inopportuno.

Suona ancora. Dovrai attendere la fine delle mie vacanze, penso, accantonando lo smart phone. E’ il regalo che mi sono fatta: non rispondere né a chiamate né a messaggi. E non mi sono nemmeno sentita in colpa…

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