Il POTERE delle PAROLE sulle DECISIONI: effetto FLORIDA
Sono sufficienti poche parole per influenzare le nostre decisioni. È ciò che insegna l’l’Effetto Florida: uno dei più potenti esempi di priming.
Immagini, oggetti o parole che, all’interno di un contesto, influenzano il nostro comportamento, senza che ne siamo pienamente consapevoli.
Nel 1996, John Bargh, psicologo sociale alla New York University, ha testato quello che è noto come effetto ideomotorio, in base al quale un pensiero o un’immagine mentale provoca una risposta apparentemente automatica.
Nell’esperimento di Bargh, degli studenti sono stati sottoposti a un gioco: formare frasi semplici partendo da parole apparentemente non collegate tra loro, quali calvo, artrite, smemorato e Florida (destinazione di tanti pensionati americani…).
Al termine, fu chiesto ai ragazzi di trasferirsi in un’altra stanza percorrendo un lungo corridoio. In realtà, l’esperimento è iniziato solo in quel momento, con i ricercatori che cronometravano, all’insaputa degli studenti, il tempo dello spostamento.
Ciò che è accaduto è curioso quanto inaspettato, se non si conosce la forza dell’effetto priming. I ricercatori scoprirono che, coloro che avevano composto frasi a partire da parole che evocavano la vecchiaia, si muovevano in media molto più lentamente di quelli appartenenti a un campione di riferimento, che avevano ricevuto parole senza alcuna corrispondenza con la vecchiaia.
Si è poi scoperto, tramite ulteriori esperimenti, che l’effetto ideomotorio funziona anche al contrario. Se per un po’ camminiamo lentamente, diventeremo molto più efficienti nell’individuare in un testo delle parole correlate alla vecchiaia.
Ecco come è nato l’effetto Florida, e ciò che insegna:
il linguaggio può influenzare il nostro comportamento in modo meno consapevole di quanto pensiamo.
“Questo effetto innesca due cose nel corpo – spiega Bargh -. Anche se la parola “anziano” non viene usata in primo luogo, le parole legate alla vecchiaia innescano nella mente pensieri sulla vecchiaia. Questi pensieri innescano poi i movimenti lenti, la leggera curvatura o la camminata lenta associati alla vecchiaia. Chi è esposto a tutto questo non ne è nemmeno consapevole”.
Detto in altro modo: se anche non ne sei consapevole, gli stimoli che ti circondano orientano la tua mente, quindi le tue azioni, decisioni e comportamenti, il più delle volte senza nemmeno rendertene conto.
Effetto che può avere i suoi risvolti positivi, come i nudge dimostrano: ad esempio, se si vuole incrementare i voti su iniziative di finanziamento scolastico, è bene sapere che le persone saranno più propense a votare a favore se il seggio è ubicato in una scuola o in un ospedale[1].
Esperimenti diversi hanno dimostrato che anche già solo sottoporre i soggetti votanti a immagini riguardanti aule, lavagne e oggetti propri di una scuola, aumenta la loro adesione all’iniziativa. Anzi, le sole immagini hanno la capacità di attirare consensi più ancora dell’essere genitori di ragazzi in età scolare.
Chissà se, a questo punto, riesci a individuare qualche occasione in cui sei stato vittima dell’effetto Florida?
[1] Berger J., Meredith M., Wheeler C., Contextual priming: where people vote affects how they vote, Proceedings of the National Academy of Sciences 105(26): 8846-9 August 2008.

