QUANDO L’AMICIZIA NON FUNZIONA PIU’
Ci sono persone difficili da frequentare. Quelle che ti lasciano addosso un’inesauribile sensazione di vuoto, di stanchezza. Talvolta anche di inadeguatezza.
Persone che non perdono occasione per metterti al corrente dei loro drammi, delle loro sconfitte, dei loro successi, dei loro problemi, incuranti dei tuoi. Quasi gli eventi della tua vita non fossero altrettanto importanti. Non per quella persona, non per quel momento.
Eppure, siamo soliti definire la relazione con quelle persone, amicizia.
Per chi crede nell’amicizia, è difficile sottrarsi a quelle frequentazioni. Senza provare un senso di solitudine e di colpa.
Per quanto non piaccia ammetterlo, le amicizie tossiche esistono. Non siamo costretti, però, a starci dentro, lasciarci sopraffare e manipolare. Anche se giustificare chi pensiamo essere un amico è più facile che ammettere che amico non è (più) o forse non lo è mai stato davvero.
I CAMPANELLI DI ALLARME DI UN’AMICIZIA TOSSICA
GIUDIZIO ANZICHE’ ASCOLTO. Quando racconti e condividi un problema, qual è la risposta che ottieni? Se è un giudizio travestito da consiglio, se più che venire ascoltato, ricevi una critica che ti fa sentire in errore, sbagliato, forse vera amicizia non è.
COMPETIZIONE LATENTE. Un’amicizia sana è quella in cui un amico festeggia i nostri successi. Non quella in cui ogni traguardo viene sminuito, ridicolizzato e messo in secondo piano. Altrimenti è competizione, invidia. Soprattutto quando si evita di raccontare ciò che ci rende felici per non scatenare frecciatine o confronti forzati.
IL MONDO GIRA INTORNO A LEI/LUI. A prescindere da cosa si parli, l’amico/a trova sempre il modo di riportare tutto su di sé, monopolizzando la conversazione e mettendoti in secondo piano…
I TUOI CONFINI NON ESISTONO. Se esige risposte immediate, la tua disponibilità 24 ore su 24, non accetta i tuoi limiti, i tuoi “ora non posso”, e si presenta senza avvisare, non è un rapporto autentico. Quando non c’è libertà c’è solo invasione. Ancor più quando nei tuoi momenti difficili è lei/lui a scomparire, facendoti sentire terribilmente solo/a.
SMINUISCE LE TUE EMOZIONI. Se di fronte a un tuo disagio, difficoltà o delusione, la risposta è del tipo “Non è successo niente”, “Stai esagerando”, “Cosa dovrei dire io..”, sta semplicemente sminuendo i tuoi sentimenti e talvolta anche ridicolizzandoli.
OGNI FAVORE è UN DEBITO. Se ogni sua gentilezza è un credito da restituire, ricordandoti continuamente quello che ha fatto per te, facendoti sentire in obbligo di restituire qualsiasi favore, di sincero nella vostra amicizia c’è poco.
TI ALLONTANA DAGLI ALTRI. Uno degli aspetti più pericolosi delle amicizie tossiche è l’isolamento. Se parla male dei tuoi amici o familiari, se li mette in dubbio con frasi tipo “loro non ti capiscono davvero”, o con battute passivo-aggressive, alimentando gelosie, creando triangolazioni e spettegolando, è il suo un tentativo per isolarti e mantenere il controllo su di te.
TI FA SENTIRE ESAUSTA/O. Se dopo ogni incontro, ti senti più stanca/o e nervosa/o che rilassata/o e serena/o, questo è un fortissimo alert che non va ignorato.
SFRUTTA I TUOI PUNTI DEBOLI. Se conoscendo le tue insicurezze e fragilità le usa per farti sentire non all’altezza, quando più le conviene; probabilmente sta mettendo in atto una dinamica subdola e manipolatoria capace di minare la tua autostima e farti sentire sbagliata/o.
IN UN’AMICIZIA TOSSICA SI E’ SEMPRE IN DUE
Per quanto possa essere doloroso accettare che un rapporto di amicizia non sia quello che si credeva, è bene ricordare che si è sempre in due. Questo significa che è possibile che anche noi potremmo aver avuto la nostra parte nell’alimentare la negatività della relazione.
Una piccola auto analisi ci può aiutare a capire se entrambi abbiamo delle colpe o se, invece, si è venuto a creare una sorta di equilibrio dove esiste un soggetto attivo e uno passivo, il quale subisce le angherie dell’altro. E, soprattutto, che se permettiamo all’altra persona di reiterate i comportamenti insani nei nostri confronti, parte della responsabilità è anche nostra. Gli altri non cambiano, se non siamo noi a cambiare per primi.

