VIVIAMO di RICORDI… ALTERATI. Per VALORIZZARCI.

Desideriamo ardentemente che gli altri ci apprezzino per ciò che siamo. Ma quali strumenti hanno gli altri per capirci?

Qualcuno potrebbe rispondere che siamo il frutto delle esperienze vissute, a cui accediamo grazie ai ricordi. In effetti, chi perde la memoria, oltre ai ricordi perde anche l’identità.

Però… anche se la memoria è intatta, l’identità non sempre è la rappresentazione precisa di chi siamo.

Per costruire il nostro racconto autobiografico tendiamo inconsapevolmente a scegliere cosa ricordare, invece di usare tutti i ricordi disponibili. Effettuiamo una sorta di selezione che definisce ricordi alcuni concetti mentali, ma non altri. A diventare ricordi sono quelli nitidi e ricchi di dettagli, emozioni che possiamo rivivere. Questi sono poi sottoposti a una ulteriore selezione, per stabilire se sono coerenti con la nostra storia personale.

Se in passato, per esempio, siamo sempre stati attenti e grandi ascoltatori ma dopo un’esperienza dolorosa e negativa, abbiamo sviluppato un atteggiamento più aggressivo e meno negoziale, a cambiare non sarà solo il nostro comportamento ma anche il nostro racconto autobiografico: ripensando al passato, andremo a ripescare episodi in cui siamo stati aggressivi.

Spesso inoltre, i nostri ricordi sono falsi o poco accurati. Ricordare non equivale a rivedere nella mente un video del passato: è un processo complesso che coinvolge diverse regioni del cervello e dipende da conoscenze, percezione, bisogni e obiettivi.

E se il ricordo non è coerente o significativo, viene scartato o modificato, con aggiunta e sottrazione di informazioni.

La memoria è dunque malleabile. E molti ricordi sono falsi, anche se sembrano reali.

Fra le fonti principali di ricordi falsi ci sono le foto. Osservando una nostra immagine tendiamo a ripensare a come la scena si dispiega nel tempo, spesso stravolgendo la realtà.

Non a caso molti studi si sono concentrati su questo aspetto, e si pensa che la psicoterapia possa creare falsi ricordi di abusi, producendo false accuse.

Eppure la malleabilità della memoria è anche utile: riscrivere i ricordi serve a valorizzarci, riscrivendo le nostre esperienze passate le possiamo adattare a ciò che sentiamo di essere nel presente. I ricordi inaccurati nascono dal bisogno di avere una buona considerazione di sé.

Amo la scienza e la scrittura, da sempre. O forse, è un’invenzione, un ricordo modificato. Ciò che è importante è che oggi sono felice quando a che fare con la scienza e la scrittura…

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