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DESIDERI e FANTASIE ci rendono più CREATIVI e APPAGATI

Mi parve molto naturale, molto semplice, molto musicale lasciare che lui mi baciasse, mi togliesse i vestiti. Un sogno. Nessuna sessualità. Nessun desiderio. Nessuna passione. Un incontro di occhi. Un incontro cieco all’insaputa della coscienza“.

Desideri e fantasie sessuali non sono ad esclusivo appannaggio del mondo maschile. Appartengono a tutti. E più ci immergiamo in esse, più ne produciamo, più diventiamo creativi e appagati.

Le fantasie rappresentano un modo per nutrire l’erotismo e abbassare le inibizioni, come ben descriveva la scrittrice americana Anais Nin, portandoci in quegli abissi in cui la maggior parte degli esseri umani non osa scendere. Gli inferni della nostra vita istintiva, il viaggio nei nostri incubi necessari per rinascere.

Molte persone vivono le fantasie come ingombranti e soffocanti. Alcuni le scansano, altri non ne possono fare a meno. La difficoltà a comunicarle, la convinzione di doverle tenere nascoste, custodite in segreto, inaccessibili, quasi fosse una vergogna. Vestite come una pericolosa rivelazione di se stessi, delle proprie tendenze e deviazioni. Le fantasie sono invece energia pura che spingono alla sessualità, alla spontaneità, all’imprevedibilità, a perdere la testa. Uno spazio psichico dove muoversi liberamente, essere chi siamo, senza colpe, senza pensieri.

Immaginare, non implica necessariamente desiderare, ossia mettere in pratica ciò che si è fantasticato. La sfera del desiderio è costituita da ciò che si vorrebbe agire realmente nella vita sessuale. Spesso ciò che si desidera, fa anche parte delle fantasie, costituendo un pensiero di per sè eccitante e sessualmente attivante.

La sfera della fantasia sessuale invece, è costituita da immagini mentali che non necessariamente si desidera agire e che spesso sono eccitanti unicamente nella fantasia stessa.
Le fantasie sessuali sono un importante indicatore di salute psicosessuale, ma troppo spesso vengano vissute con senso di colpa, non comprendendo la distinzione tra immaginare qualcosa e voler agire qualcosa.

Ma non c’è nulla di più errato di questa credenza: le ricerche dimostrano che più tempo dura una relazione, più è facile che le persone, soprattutto le donne, abbiano fantasie divergenti, cioè su partner diversi dal proprio. Dopo circa due anni di vita di coppia è normale sostituire nelle proprie fantasie il proprio partner col vicino di casa, uno sconosciuto o un attore famoso.

La terapista sessuale Wendy Maltz, nel suo libro “Private Thoughts: Exploring the Power of Women’s Sexual Fantasies” spiega come le fantasie sessuali riflettano gli stimoli a cui siamo sottoposti durante il sesso. La mente lavora spesso per associazioni, per questo se sperimentiamo il nostro primo orgasmo tuffandoci in piscina, da adulti l’acqua sarà un elemento centrale delle nostre fantasie.

E allo stesso modo riflettono le nostre ansie. Una donna insicura circa il suo aspetto fisico fantasticherà di far impazzire gli uomini con la sua bellezza. Al contrario, una donna preoccupata di essere troppo per tutti gli uomini che conosce, nelle sue fantasie vorrà essere dominata.

La fantasia sessuale consente di coltivare un giardino segreto dove possiamo immaginare di fare o essere quello che vogliamo, mantenendo accesa la fiamma del desiderio. Perché dunque privarcene?

Se dici “SMETTO QUANDO VOGLIO”, non sai come FUNZIONA il CERVELLO…

Perché le etichette dissuasive, le immagini cruente di polmoni neri, le bocche sfregiate da tumori invasivi e i messaggi direttivi sui pacchetti di sigarette non hanno effetto sulla voglia di fumare dei fumatori?

Ve lo siete mai chiesto? 

Quelle stesse immagini e quei messaggi hanno il potere di stimolare una precisa area del cervello dei fumatori, il Nucleus Accumbens, o centro del desiderio, che si attiva quando l’organismo desidera qualcosa. Alcol, droghe, tabacco, sesso o gioco d’azzardo. Anzichè frenarlo!

Quando è stimolato il Nucleus Accumbens richiede dosi sempre più alte per esser soddisfatto.

I risultati di numerosi studi scientifici hanno dimostrato che le immagini dissuasive non solo non riuscivano a distogliere dal fumo ma di fatto incoraggiavano i fumatori ad accendersi un’altra sigaretta.

La maggior parte dei fumatori intervistati durante questi studi rispondevano sì alla domanda se le etichette e le immagini dissuasive funzionassero, contemporaneamente però si sentivano in colpa per il fatto che le etichette stimolassero le aree del desiderio nei loro cervelli. Solo che la loro mente cosciente non riusciva a stabilire la differenza. Sapevano che immagini e messaggi erano dissuasori, eppure guardandoli provavano voglia di fumare.

In parole povere….ciò che deve dissuadere, in taluni casi, è un formidabile strumento di marketing… Se non vuoi che un fumatore smetta di fumare, metti in bella vista il pacchetto di sigarette. Qualunque immagine o parola ci sarà stampata sopra, non avrà presa sul desiderio crescente di mettersi in bocca una sigaretta.

Saperlo forse non aiuterà a smettere di fumare ma a intercettare per boicottare, almeno parzialmente, quella spasmodica voglia di prendere fra le mani una sigaretta….